domenica 9 agosto 2026

Sogni, incubi, e desideri

Innamorato della luna
Dipinto digitale di 
Maurizio Proietti iopropars


Dormire, forse sognare.

Forse accettare

La possibilità che un destino

Non voluto si compia,

Senza per questo 

Rinunciare a protenderci 

Nel tentativo di evitarlo,

A lottare per allontanarlo,

Forse è questo che ci permette 

Di andare avanti,

Di perseverare,

Di continuare le nostre imprese.

Di questo abbiamo bisogno,

Di accettare i nostri limiti,

Di ammettere

Che l'insuccesso è possibile,

Pur rimanendo determinati 

Nel perseguire i nostri obiettivi,

Nel protenderci verso la meta;

Pur continuando a sperare.

Del nostro destino

Noi padroni non siamo, 

Ma delle nostre azioni soltanto,

Artefici solo

Delle nostre proprie scelte.

Maurizio Proietti iopropars


S. Freud e il sogno

Accettare i nostri limiti, per poter compiere le nostre imprese: questa è forse una saggezza, che non tutti riescono ad apprezzare.

Secondo Freud il sogno è appagamento allucinatorio del desiderio. Freud arriva a questa conclusione dal presupposto che la funzione del sogno sia quella di proteggere il sonno. Il presupposto da cui parte Freud mi sembra sensato. Mi sembra sensato partire dal presupposto che il sogno, associato al sonno, abbia una funzione biologica correlata al sonno. 

Tuttavia osservo che il sonno ha una funzione di recupero e anche una funzione plastica, perché appunto nel sonno REM avviene la sintesi delle proteine. Così penso che il sogno, nel proteggere il sonno, abbia anche la funzione di riequilibrare i processi psichici ed emotivi. Questo non contraddice l'idea del sogno come appagamento allucinatorio del desiderio, ma in una certa misura la precisa.

Consideriamo tuttavia un incubo. Sembra effettivamente strano considerarlo un appagamento allucinatorio di desiderio. Bisogna ammettere, per poterlo fare, che vi sia un desiderio autodistruttivo. Io penso che invece l'incubo non esprime propriamente il desiderio della distruzione, ma ci porti ad accettarne la possibilità. L'incubo potrebbe semplicemente essere determinato dalla caduta riequilibrante, di una tensione impossibile.

In tal modo l'incubo permetterebbe il sonno portandoci a una fisiologica accettazione dei nostri limiti. Ma se invece a volte porta al risveglio, questo potrebbe essere determinato dalla nostra ferma volontà di opporci a tale accettazione.

Così, se un incubo ci porta al risveglio, dovrebbe per noi essere un richiamo a meditare sul fatto che nonostante la nostra determinazione ad evitare qualcosa, dobbiamo comunque accettare che ciò che vogliamo evitare possa comunque avvenire.

Io non penso che in questo caso, noi necessariamente dobbiamo riconoscere un nostro desiderio autodistruttivo di cui al tempo stesso abbiamo paura; per quanto penso che questa eventualità sia possibile. Mi sembra più verosimile che sia invece, semplicemente un richiamo ad accettare la possibilità della distruzione, che è una possibilità inerente alla condizione umana. Rilevo che in questo caso il sogno, ci riavvicinerebbe in qualche modo all'esame di realtà, facendo cadere una tensione impossibile.

Maurizio Proietti iopropars 

 

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