giovedì 23 luglio 2026

Eccesso di legittima difesa

Arte Degenerata
dipinto digitale di
Maurizio Proietti iopropars




Eccesso di legittima difesa

Vorrei innanzitutto spiegare la motivazione che mi spinge a scrivere questo articolo. 

La motivazione è che percepisco tanta rabbia intorno a me, e nei miei limiti, vorrei promuovere atteggiamenti più razionali, oltre che più umani. Come si dice "l'ira è cattiva consigliera". A livello sociale, io dico che l'ira, oltre al suo aspetto distruttivo, ha un effetto confusivo, determinando disorganizzazione e disgregazione sociale. Ciò che placa l'ira, ovvero che "dà soddisfazione", quasi mai riesce a risolvere i problemi, ma anzi ne genera di nuovi.

Un provvedimento che invece che aumentare la giustizia e migliorare la situazione sociale, nella mia percezione sarebbe più idoneo a dare soddisfazione all'ira che molta gente prova oramai verso i troppi che commettono reati, l'ho trovato nel nuovo disegno di legge sulla sicurezza approvato martedì 14 luglio dal Consiglio dei Ministri; il DDL Sicurezza e Prevenzione del Disagio Giovanile.

In particolare, di questo DDL, non mi convincono assolutamente le disposizioni in materia civile che riguardano i risarcimenti di danni subiti da chi commette reato, mentre delinque.

Ho letto un post del Presidente del Consiglio in cui si afferma: 

DDL Sicurezza.
Basta paradossi!
Chi commette un reato
non può pretendere
un risarcimento
per danni subiti 
mentre delinque.

Si dà per scontato che il risarcimento sia un paradosso, mentre in alcune circostanze potrebbe non esserlo.

 Cerchiamo di chiarire allora un concetto giuridico fondamentale. 

Fino a che punto la causa di un reato contro la persona, commesso da qualcuno, può essere attribuito a un reato commesso da un'altra persona nei suoi confronti?

Il limite è nella legittima difesa. 

Poniamo che si ecceda la legittima difesa, arrivando anche all' omicidio volontario. Allora, il reato prima commesso dalla vittima di questo reato di eccesso di legittima difesa, anche se questi è stato il primo ad aggredire, va considerato circostanziale al reato commesso da colui che ha ecceduto la legittima difesa, e non causale.

Se così non fosse, basterebbe anche un semplice borseggio per giustificare l'omicidio. Per quanto il borseggio sia stato nell' omicida, la causa scatenante dell' omicidio, non può essere ritenuto giuridicamente causa dell' omicidio, ovvero un evento atto a determinarlo, in quanto eccede la legittima difesa.

Questo va accettato perché in uno stato di diritto, lo Stato deve essere l' unica entità a poter amministrare la giustizia, per quanto poi abbia anche il dovere di amministrarla.

Chi eccede la legittima difesa si fa giustizia da solo.

Pertanto la mancanza dell' obbligo di risarcire la vittima, diviene giustificazione del reato di eccesso di legittima difesa, e lo Stato rinuncia alla sua prerogativa di essere l' unico ente a poter  amministrare la giustizia.

Se l' eccesso di legittima difesa è da ritenersi colposo, si può ammettere un concorso di colpa da parte della vittima, ma se comunque vi è stato eccesso, sempre un reato è stato commesso, e vi deve dunque essere l' obbligo a risarcire la vittima.

In effetti nel citato DDL si parla di reati più gravi di quanto non sia il borseggio, però il ragionamento conserva la sua validità. Riporto il testo integralmente:

Sul piano civilistico, è escluso il diritto al risarcimento del danno in favore di chi, nel commettere taluni gravi reati – tra cui la violenza sessuale, il furto in abitazione, la rapina e il sequestro di persona a scopo di estorsione – subisca un danno a opera della persona offesa in occasione della commissione del reato stesso.

Devo anche dire che io ho seri dubbi che si possa accostare il furto in abitazione agli altri reati citati:  la violenza sessuale, la rapina e il sequestro di persona a scopo di estorsione. 

Tuttavia il ragionamento che ho fatto rimane valido per qualsiasi tipo di reato. Il ragionamento si fonda sull'ammissione che vi sia stato eccesso di legittima difesa.

Dunque questo reato, questo eccesso, se si nega il dovere di risarcire la vittima, viene invece ad essere giustificato, mentre è stato ammesso che è un eccesso. Questo è un paradosso.

Se si ammette che vi è stato eccesso, e devono essere i giudici a stabilirlol'operato non è giustificabile: è un fatto logico.

Dobbiamo poi considerare la seguente circostanza. 

Il dovere da parte di chi commette un reato, di risarcire la vittima per un danno da lei subito a causa di questo reato, non  è da riferirsi alla dignità della vittima del reato a ricevere il risarcimento, ma è legato alla colpevolezza di chi commette il reato.

Se ammettiamo che la legge è uguale per tutti, dobbiamo anche ammettere che il fatto che qualcuno abbia subito un reato mentre stava commettendo a sua volta un reato, non può lo privare del diritto civile di avere un risarcimento per il danno subito. 

La sua punizione per il reato che egli stesso ha commesso rimane circostanza giuridica separata.

Supponiamo che così non fosse. Allora chi subisce il reato di eccesso di legittima difesa, sebbene abbia commesso un reato, sarebbe soggetto, oltre che alla punizione stabilita dalla legge per il suo reato, anche ad una punizione arbitrariamente inflitta da colui che è stato vittima del suo reato. 

Lo Stato in questo modo rinuncia alla sua prerogativa di essere l'unica entità ad avere il diritto di esercitare la giustizia. Anche se poi, anche questo va messo in chiaro, lo Stato ha anche il dovere di esercitare la giustizia. Questo va messo in chiaro. Non sto parlando di impunità per chi commette reato.

Però va anche detto chiaramente che non si possono supplire le carenze dello Stato nell'esercizio della giustizia, con la tolleranza verso coloro che si arrogano il diritto di esercitare giustizia da sé stessi.

Pertanto ribadisco con forza che in uno stato di diritto, lo Stato deve essere l'unica entità a poter esercitare la giustizia, altrimenti viene a cadere il principio primo di ogni stato di diritto, che è l'uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge.

La legge è uguale per tutti.

Dove la legge non è uguale per tutti non vi è più uno stato di diritto ma regna l'arbitrio.

Maurizio Proietti iopropars







 

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giovedì 2 luglio 2026

Il sonno dei giusti

Il sonno dei giusti
Dipinto digitale di
Maurizio Proietti iopropars


Le immagini di "buonanotte" che girano in rete, mi hanno ispirato la breve poesia che segue, che va ben più in là di una semplice buonanotte, e che corredata con la sua immagine e la sua musica va a comporre il video che poi vi propongo.

Il sonno dei giusti

Si è accomiatato il sole,

finito è il giorno.

Misteriosa la notte

subentra.

Ma tu delle tenebre

non avrai timore.

Semplicemente riposi,

dormi.

Attenderà

domani il tuo risveglio,

La luce

di un nuovo giorno.

Maurizio Proietti iopropars







 

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lunedì 15 giugno 2026

Ricercare senso

Ricercare senso
dipinto digitale di 
Maurizio Proietti iopropars

Ricercare senso

Certamente la vita non ha senso

Tra falsità e menzogna.

Questo è ciò che ci nega il senso.

Ciò che non ha senso,

Anche perseguendo i propri scopi,

È vivere nell'apparenza.

Così che la vita invece ha senso

Quando è una vita autentica.

Così che la ricerca di noi stessi

È per noi importate,

Ci serve per trovare senso.

Ma appare anche chiaramente

Che la ricerca di sé stessi

È innanzitutto un modo

Di porsi di fronte all'esistenza.

Maurizio Proietti iopropars


Esiste la giustizia?

C'è chi afferma sconsolato "Non esiste la giustizia". E spesso infatti ne vediamo molto poca intorno a noi.

Ma è un conto dire che non esiste la giustizia, e un altro constatare che non viene praticata. Se non esistesse la giustizia, non si potrebbe neanche dire di qualcuno che è disonesto.

Il punto da considerare è che la giustizia è alla base della coesione sociale, in quanto l'alternativa è una coesistenza basata sui rapporti di forza.

L'ingiustizia però, nelle società in cui vige lo stato di diritto, spesso non è con la forza che viene imposta, ma con la menzogna e con l'inganno.

A causa del fatto che la giustizia è alla base della coesione sociale, ci sentiamo spinti a ritirarci quando si moltiplica l'ingiustizia. Però questo non vuol dire dovere rinunciare a combattere contro l'ingiustizia quando se ne presenta l'occasione, e l'arma migliore è la verità.

Ma c'è un vantaggio a praticare la giustizia?

A praticare la giustizia, c'è un vantaggio che va oltre il successo in determinate situazioni?

Il mio è un invito a considerare il vantaggio non soltanto in termini di successo sociale.

Io dico che è saggio, 

chi capisce che andare avanti perché si è disonesti, 

è un vantaggio puramente illusorio.

Io dico che è saggio,

chi capisce che praticare la giustizia

è un atto di rispetto anche verso sé stessi.

La giustizia non è fuori di noi, in un "mondo iperuranio". Perché se la giustizia ci trascende, ed essa ci trascende perché noi non possiamo decidere la giustizia proprio come non possiamo decidere le leggi del mondo fisico, la giustizia pure è dentro di noi, e inerente al nostro essere sociale.

Cosa sarebbe un essere umano senza il suo essere sociale? Sarebbe persino un essere senza linguaggio. E in questo modo si abbrutiscono gli esseri umani senza la giustizia.

Maurizio Proietti iopropars

 




 

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domenica 7 giugno 2026

Il trionfo dell'etica

Il trionfo dell'etica
dipinto digitale di
Maurizio Proietti iopropars


Il trionfo dell'etica

Così brevemente, voglio parlare del trionfo dell'etica sulla conoscenza, e mi spiego.

Mi è stato risposto come commento ad un mio video, "Ma che stai a dì? L'unica verità universale è il panino con la mortazza". La "mortazza", per chi non parla romanesco è la mortadella.

Così allora, brevemente, mi è venuto un pensiero in mente. Supponiamo di mangiare di gusto il nostro bravo panino con ciò che più ci piace, e di vedere qualcuno che ha fame perché non può comprarsi da mangiare. Al di là di qualsiasi disquisizione filosofica sulla verità universale e sul fondamento della conoscenza, la mia certezza è che non è giusto non dargli da mangiare, che non è giusto per me che ho cibo in abbondanza non dargli da mangiare. E so anche che il mio giudizio in questo caso è certo, non ammette dubbi, è certamente universale.

Allora sono arrivato al dunque, se parliamo di diritti umani, i diritti umani sono verità universali, ed è giusto e doveroso protendere la nostra mente a comprenderli; come è giusto e doveroso rispettarli ed affermarli e cercare di difenderli.

Pertanto io è sull'etica che pongo il fondamento della conoscenza. Il dovere morale mi spinge a rifiutare il dubbio di Cartesio.

Che non mi sia lecito uccidere un altro essere umano è una verità della quale non sono disposto a dubitare; ma poiché riconosco anche che gli altri esseri umani sono a me uguali per diritti e dignità, anche affermo che a nessun essere umano è lecito uccidere un altro essere umano, e che questa è una verità universale.

Maurizio Proietti iopropars


 

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giovedì 30 aprile 2026

La Chiave che Apre (tre poesie di Maurizio Proietti iopropars)

Comprendere i fiori
dipinto digitale di
Maurizio Proietti iopropars


Tre poesie sul compredere

Ci si può chiedere se abbia senso scrivere poesie sul "comprendere" e sul "senso del comprendere"; chiederci se ha senso, su questo argomento scrivere poesie, che sono espressione di sentimenti, invece. Può sembrare paradossale, ma non lo è nel caso in cui il "comprendere", sia esso stesso oggetto del nostro sentimento, come i sentimenti possono essere oggetto del comprendere.

È una valorizzazione del sentire.

Allora inizio a stabilire un punto, che è un punto su cui sono solito fare pressione, un punto su cui sono solito spingere.

Il punto è che la cultura dovrebbe essere riguardata innanzitutto come veicolo di civiltà, piuttosto che come strumento di avanzamento sociale. La cultura va considerata innanzitutto come formazione umana, prima che come preparazione professionale.

Allora in questa diversa prospettiva sociale, ha origine anche una diversa concezione del "comprendere".

Arriviamo allora a una concezione del "comprendere" che sia un atteggiamento nei confronti del mondo.

La prima poesia che vi propongo si intitola "Solo se ami".


Solo se ami


Solo se ami
Puoi capire cosa è l'amore,
Come solo chi ama
Impara ad amare.
Qual è dunque l'atto del comprendere
Se non quello di assumere in noi stessi
L'oggetto della nostra comprensione.
Avere in noi stessi,
È questo che significa capire.

Maurizio Proietti iopropars
 
La seconda poesia che vi propongo, riguarda il fondamento della conoscenza. Argomento questo che è stato oggetto di innumerevoli speculazioni filosofiche, ma anche perché è di fondamentale importanza nella nostra vita, e dunque per questo, indubbiamente, veicola in noi dei sentimenti. 
Pensiamo anche solo, che solo in base a un fondamento riconosciuto della conoscenza, sulla conoscenza si può giungere a un accordo. 
Arriviamo allora a dare una risposta al problema nell'ottica di un approccio esistenzialista alla filosofia.
If time (were left to share)
dipinto digitale di
Maurizio Proietti iopropars

La chiave che apre
Quale sarebbe il senso
Del conoscere, se la conoscenza
Non rispondesse a una richiesta,
Cioè se non nascesse da un bisogno?
Ma se la conoscenza
Viene a soddisfare
Una ricerca e dunque è ciò
Che risponde ad un bisogno,
Abbiamo anche il criterio,
Il modo per potere valutare,
In noi la nostra conoscenza.

Maurizio Proietti iopropars

Con la diffusione dello Yoga in occidente e anche in Italia, la terza di queste tre poesie, è un po' una reazione al modo in cui in molti in Italia considerano le discipline spirituali.


Una via verso il cielo
dipinto digitale di
Maurizio Proietti iopropars

Posizioni comode (Asanas)

Cosa vuol dire essere arrivati
Quando è spirituale
Il percorso di cui parliamo?
Arrivare significa capire
Che la nostra meta è nel percorso.
Siamo arrivati quando ci è chiaro
Che la persecuzione della meta
È già il nostro punto di arrivo.
Quando si sarà arrivati
A questo punto,
Allora si sarà trovata 
Una posizione comoda.

Maurizio Proietti iopropars



 

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sabato 11 aprile 2026

Tempi di guerra

Tempi di Guerra
dipinto digitale di
Maurizio Proietti iopropars


Tempi di Guerra

Alcuni giorni fa, ho ascoltato degli interventi di alcuni personaggi politici, anche con ruoli di primo piano, in cui affermavano pubblicamente, riguardo al presidente americano Donald Trump, che è pazzo. 

Io sono in completo dissenso riguardo alla politica di questo presidente americano, però sono anche fermamente convinto che la politica non si faccia con attacchi personali, ma con argomentazioni politiche. Di più, sono anche fermamente convinto, che oltre alle critiche per le politiche che disapproviamo, sia importante costruire le alternative.

In questo mio intervento, tuttavia, non voglio tanto parlare della politica estera degli Stati Uniti d'America, quanto piuttosto del ritorno in Italia, dello stereotipo culturale del pericolo rappresentato dai pazzi. 

Questo stereotipo conduce al pregiudizio sociale verso le persone affette in vario grado da disturbi psichici. E questi pregiudizi, acquistando la dimensione di ideologie sociali, possono condurre all'approvazione di leggi che, pure se dichiaratamente sono animate dalle migliori intenzioni, pongono di nuovo come centrale, negli interventi riguardo alle cosiddette "malattie mentali", la funzione di arginare la pericolosità dei soggetti affetti da disturbi psichici. 

Non è semplicemente una considerazione teorica, perché, senza volere entrare nel merito, un disegno di legge sulla riforma dalla psichiatria è in esame al senato, e a detta di alcuni psichiatri che hanno in passato collaborato con Franco Basaglia, questo disegno di legge è pesantemente orientato nel senso che ho detto.

Vorrei allora porvi alcune domande.

Davvero pensiamo che esista una linea di demarcazione netta, che divide i sani dai malati di mente? 

Io dico che invece vi è un territorio all'interno del quale ci si può muovere in un senso o in un altro, e muovendosi nella direzione sbagliata, si può giungere in zone dove, ad esempio, si travisano completamente le circostanze del mondo che ci circonda e nel quale noi viviamo. Si dice allora di una persona che sta in quella condizione, che è pazzo. 

Ma chi di noi è così lucido da non operare mai travisamenti? O chi di noi è così stabile, da non poter cadere mai, in nessuna circostanza, in depressione? Da non potere ovvero, cadere mai in una condizione in cui rimane sommerso dalla propria sofferenza, così da perdere le proprie capacità reattive?

In tal modo, quanto può essere lucido tracciare questa linea di confine che divida i malati dai sani di mente? 

Io affermo anche, che ci sono stati personaggi nel passato, dotati di personalità ben sviluppate, profondi intellettuali, che però si sono trovati a dover lottare con nuclei problematici della propria personalità, oltre che a scontrarsi con la realtà sociale in cui vivevano, e di fronte alla quale si trovavano a disagio, non perché quelle fossero società sane e loro fossero malati, ma perché cercavano di migliorare quei contesti sociali di cui facevano parte, e in cui scorgevano aspetti che non andavano.

Sono personaggi che comunque hanno contribuito al progresso civile.

Uno questi grandi del passato, di cui si racconta che sia morto pazzo, ha poderosamente affermato:

"L' uomo è un ponte, un cavo teso al di sopra di un abisso, un periglioso essere in cammino, un periglioso guardarsi indietro e fermarsi. La grandezza dell' uomo sta nell' essere un ponte e non uno scopo." 

È un periglioso essere in cammino il progresso degli esseri umani verso condizioni di maggiore civiltà. E nessuna società in nessuna epoca, ha il diritto di affermare di sé stessa di aver raggiunto l' apice dello sviluppo civile. Nessuna dunque ha il diritto di considerarsi una società di sani, e pertanto stabilire una linea di demarcazione che divida, il grande popolo dei sani, dai malati di mente (Salvo poi a voler essere "inclusiva" riguardo a questi "diversamente abili", bollati a vita dunque come diversi da tenere anche sotto controllo, ma con rispetto parlando figuriamoci, perché "siamo o non siamo politicamente corretti"?)

La guerra non è opera dei pazzi. Purtroppo, la guerra non è opera dei pazzi e viene sempre, ancora oggi come nel passato, come prolungamento della politica, dove entrano in conflitto, prima che le ideologie, sempre gli interessi. 

Però bisogna cercare di evitare di usare la  guerra come mezzo di risoluzione dei conflitti tra le nazioni, se si vuole portare il mondo, verso più elevati gradi di sviluppo civile.

Per cui questo bisogna dire, non che è pazzo chi fa la guerra, ma che al contrario è una necessità etica, se vogliamo un dovere morale, portare il mondo verso traguardi più elevati di sviluppo civile.

Maurizio Proietti iopropars





 

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lunedì 6 aprile 2026

Il significato della Pasqua cristiana

Balla Pasqua
dipinto digitale di 
Maurizio Proietti iopropars

Il significato della Pasqua cristiana

Scrivo questo articolo sul mio blog, non con l' intento di convincere ma semplicemente di spiegare; dunque non in senso apologetico ma esegetico.

L'ispirazione a scrivere l'articolo mi viene in seguito alla mia opera creativa in cui ho usato la simbologia pasquale, unito al fatto di aver notato, navigando in rete, che nella festività pasquale, attualmente, si sovrappongono contenuti di vario tipo.

Spiego cosa intendo dire quando parlo della sovrapposizione di contenuti che a mio avviso emerge nella simbologie adottate nei messaggi di auguri. Io penso che se il cristianesimo, nei primi secoli della sua diffusione, abbia prodotto un sincretismo simbolico quando ha sostituito le proprie festività alle festività dei popoli pagani cristianizzati, al giorno d'oggi si stia praticando un percorso inverso, introducendo contenuti non propriamente cristiani in quelle che sono comunque delle feste nazionali, delle feste per tutti.

Io non sono affatto contrario al fatto che chiunque possa associare contenuti suoi propri a una festività che è comunque una festività anche per lui anche se lui non è cristiano. Voglio solo fare chiarezza sul significato della festa cristiana e sulle simbologie ad essa legate.

Il primo elemento che, nel paragonarlo ad altre forme espressive, ha suscitato in me l'esigenza di spiegare, è stato il dipinto digitale che apre questo post. In questo dipinto ho operato una sintesi simbolica, partendo proprio dal sincretismo simbolico presente nella Pasqua cattolica. L'uovo come simbolo della rinascita nella tradizione celtica, e in questo senso introdotto nella tradizionale festa cristiana, prende nel mio dipinto le forme dell' emoji che sorride ed abbraccia mentre esce dal sepolcro. 

Con questo dipinto digitale ho prodotto un video che ho pubblicato su YouTube, corredando il dipinto con un breve brano musicale che io stesso ho composto per esprimere festa. Questo è lo short:


Un'altra mia opera sulla simbologia pasquale, è una storiella che ho riportata in un altro mio video, in cui scherzo sulle tradizioni e sulla presenza dei coniglietti che ha preso sempre più piede nella simbologia pasquale. Per illustrare questa storia mi sono servito dell'intelligenza artificiale, e ho usato una variante da cantastorie della musica che ho utilizzato nell'altro video. Questo è il video:


Va da sé che i coniglietti infondono tenerezza. E veniamo appunto alla Pasqua cristiana.

Si può affermare che la resurrezione del Cristo, anziché affermare una semplice rinascita, rappresenta la vittoria dell'amore sulla morte.

La Pasqua cristiana si ricollega tuttavia alla Pasqua ebraica, che celebra la liberazione del popolo di Israele dalla schiavitù in Egitto. Io affermo che questo deve essere dunque anche il significato primario della Pasqua cristiana. 

Pasqua più che "rinascita" deve significare "liberazione". La figura del Cristo, nella narrazione evangelica, non solo risorge dalla morte, ma libera dal peccato. La risurrezione del Cristo stabilisce la vittoria non solo sulla morte ma sul peccato. Il peccato è ciò che priva della sua libertà l'essere umano, e anche lo conduce alla morte. E la vittoria sul peccato è ottenuta tramite l'amore.

La difficoltà nell'amore risiede appunto nella possibilità di ricevere, in ricambio di amore, invece che amore, odio.

Il significato della Pasqua cristiana è dunque questo, ricorda che il peccato conduce alla morte, e afferma che l'amore libera dal peccato e vince sulla morte. 

Maurizio Proietti iopropars






 

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Eccesso di legittima difesa

Arte Degenerata dipinto digitale di Maurizio Proietti iopropars Eccesso di legittima difesa Vorrei innanzitutto spiegare la motivazione che ...