sabato 24 gennaio 2026

Quale America fare di nuovo grande.

Melting Cat
dipinto digitale di
Maurizio Proietti iopropars


Quale America fare di nuovo grande.

Io non penso, come alcuni che hanno commentato un mio video su YouTube, che gli Stati Uniti d'America siano il male assoluto, come non penso, come altri di loro, che siano il bene assoluto. 

Inizierei col dire che la Rivoluzione Americana, tramite la quale gli Stati Uniti d'America proclamavano la loro indipendenza dall'Inghilterra, è venuta prima della Rivoluzione Francese, e non rivendicava solo l'indipendenza, ma promuoveva principi di libertà dell'individuo. 

La Dichiarazione d'indipendenza degli Stati Uniti d'America viene datata il 4 luglio 1776, mentre la Presa della Bastiglia, che segna simbolicamente l'inizio della Rivoluzione Francese, avviene il 14 luglio 1789. La Costituzione Americana è promulgata nel 1787.

Ecco come inizia:

COSTITUZIONE DEGLI STATI UNITI D'AMERICA

15 settembre 1787

 

 

Noi, Popolo degli Stati Uniti, allo Scopo di realizzare una più perfetta Unione, stabilire la Giustizia, garantire la Tranquillità interna, provvedere per la difesa comune, promuovere il Benessere generale ed assicurare le Benedizioni della Libertà a noi stessi ed alla nostra Posterità, ordiniamo e stabiliamo questa Costituzione per gli Stati Uniti d'America. 





Ecco come inizia invece la dichiarazione d'indipendenza degli Stati Uniti d'America:

In Congresso, 4 luglio 1776

Quando nel corso di eventi umani, sorge la necessità che un popolo sciolga i legami politici che lo hanno stretto a un altro popolo e assuma tra le potenze della terra lo stato di potenza separata e uguale a cui le Leggi della Natura e del Dio della Natura gli danno diritto, un conveniente riguardo alle opinioni dell'umanità richiede che quel popolo dichiari le ragioni per cui è costretto alla secessione.

Noi riteniamo che sono per se stesse evidenti queste verità: che tutti gli uomini sono creati eguali; che essi sono dal Creatore dotati di certi inalienabili diritti, che tra questi diritti sono la Vita, la Libertà, e il perseguimento della Felicità; che per garantire questi diritti sono istituiti tra gli uomini governi che derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati; che ogni qualvolta una qualsiasi forma di governo tende a negare questi fini, il popolo ha diritto di mutarla o abolirla e di istituire un nuovo governo fondato su tali principi e di organizzarne i poteri nella forma che sembri al popolo meglio atta a procurare la sua Sicurezza e la sua Felicità.

Certamente, prudenza vorrà che i governi di antica data non siano cambiati per ragioni futili e peregrine; e in conseguenza l'esperienza di sempre ha dimostrato che gli uomini sono disposti a sopportare gli effetti d'un malgoverno finché siano sopportabili, piuttosto che farsi giustizia abolendo le forme cui sono abituati. Ma quando una lunga serie di abusi e di malversazioni, volti invariabilmente a perseguire lo stesso obiettivo, rivela il disegno di ridurre gli uomini all'assolutismo, allora è loro diritto, è loro dovere rovesciare un siffatto governo e provvedere nuove garanzie alla loro sicurezza per l'avvenire. Tale è stata la paziente sopportazione delle Colonie e tale è ora la necessità che le costringe a mutare quello che è stato finora il loro ordinamento di governo. Quella dell'attuale re di Gran Bretagna è storia di ripetuti torti e usurpazioni, tutti diretti a fondare un'assoluta tirannia su questi Stati. Per dimostrarlo ecco i fatti che si sottopongono all'esame di tutti gli uomini imparziali e in buona fede. 


Il fatto che gli autori della Dichiarazione d'Indipendenza riconoscano che sia per sé stessa evidente la verità che tutti gli uomini sono uguali, e dunque dotati di certi inalienabili diritti che sono la Vita, la Libertà, e il perseguiumento della Felicità, fa pensare che questi personaggi, profondi pensatori, fossero animati da propositi tutt'altro che oppressivi, e in quel periodo storico, certamente avanzati dal punto di vista del riconoscimento della dignità della persona umana.

È vero che negli Stati Uniti d'America, alla loro nascita esisteva la schiavitù, e ha continuato ad esistere come condizione giuridica fino alla fine della guerra di secessione. Però io dico che indipendentemente da quelle che sono state le condizioni effettive degli ex-schiavi dopo la guerra di secessione, c'è stato, con la vittoria di quella guerra da parte degli stati dell'Unione, un avanzamento nella condizione giuridica per il fatto che la shiavitù era stata abolita. 

Io sostengo che quell'avanzamento è stato fatto in linea con i principi della Dichiarazione d'Indipendenza. Gli Stati Uniti si sono avvicinati maggiormente ai principi secondo i quali era nata la loro nazione.

Altri passi sono stati fatti nel corso della loro storia per la fine della segregazione razziale e per il riconoscimento dei diritti di tutti. E io sostengo che anche questi passi sono stati fatti nella direzione della Dichiarazione d'Indipendenza.

Una cosa che mi sembra importante rilevare, è che nel corso della storia, sempre e dappertutto, ottenuto il riconoscimento giuridico di certi diritti universali, bisogna ancora impegnarsi per la trasformazione della società, al fine di ottenere la loro piena attuazione, ma poi anche vigilare perché i diritti acquisiti non vengano di nuovo perduti.

Per cui io penso che si possa dedurre che se il riconoscimento dei diritti avviene attraverso l'impegno e molto spesso anche attraverso conflitti sociali, allora nessuna società può essere considerata un sistema omogeneo, e bisogna invece considerare le diverse forze e componenti sociali che operano al suo interno.

Ora gli Stati Uniti d'America hanno spesso giustificato la loro ingerenza politica in altri stati, ponendosi come difensori della libertà in quegli stati. Però, per quel che riguarda la pretesa di annessione della Groenlandia, la situazione appare completamente diversa. Il loro presidente dichiara che essi abbiano il diritto di annetterla in difesa della loro sicurazza nazionale.

Il fatto che le motivazioni addotte, non tengano conto della volontà di coloro che vivono in Groenlandia, mi fa ritenere che in questa occasione, gli Stati Uniti d'America vadano palesemente contro le motivazioni con cui è nata la loro nazione.

Io dico che innanzitutto bisognerebbe mettere in chiaro che se anche la popolazione della Groenlandia non è numerosa, lì vi vive qualcuno, e che la maggior parte di loro sono i discendenti degli antichi abitanti, gli Inuit, quelli che una volta erano chiamati Eschimesi.

Sono meno di 60.000 persone ma mi sembra piuttosto ingiusto e malvagio, volerle privare della sovranità sulla loro terra. La sovranità che faticosamente hanno negoziato e stanno ancora negoziando con la Danimarca.

https://www.radiobullets.com/rubriche/groenlandia-in-numeri-popolazione-economia-e-dati-chiave/

Mettendo poi a parte i motivi di diritto, anche il pericolo paventato dal loro presidente in carica mi sembra poco consistente. Lui dice che se il suo paese non prenderà possesso della Groenlandia, lo faranno la Russia o la Cina. Ma non sta parlando di un piccolo paese neutrale, sta parlando di un paese che, ancora sotto la sovranità della Danimarca, aderisce alla Nato, di cui gli stessi Stati Uniti fanno parte, e che è membro dell'Unione Europea.

Un pericolo più plausibile mi sembra essere, che non tanto la Russia, con cui l'Unione Europea attualmente sta in guerra, quanto piuttosto la Cina, possa acquistare influenza economica in Groenlandia, e il diritto allo sfruttamento delle terre rare che lì sono presenti, e sono state rese disponibili dallo scioglimento dei ghiacci dovuto al surriscaldamento globale.

Io penso che sebbene questa possibilità esista concretamente non sia tanto probabile, perché anche l'Unione Europea ha bisogno di quelle risorse. Però l'Europa potrebbe effettivamente preferire come partner commerciale, la Cina agli Stati uniti. Questo tuttavia rientra nelle regole del sistema globale neoliberista.

Si potrebbe obiettare che la Cina sia un partner commerciale anomalo, visti i costi estremamente ridotti della mano d'opera in quel paese, e che Donald Trump stia cercando di arginare quella che in termini economici può apparire nel giudizio di molti come una concorrenza sleale.

Io penso che sia questa che potremmo definire come anomalia cinese, ad aver determinato il crollo dell'utopia neo-liberista e della dottrina economica fondamentalista dell'auto-aggiustamento dei mercati, teoria secondo la quale i mercati si auto-aggiustano senza la necessità di interventi di politica economica da parte dei governi. La politica dei dazi introdotta da Donald Trump è il segnale più evidente di questo crollo.

Ma pensiamo alla tassa di due euro sui colli dal costo inferiore alle 150 euro, recentemente introdotta in Italia dal governo Meloni, in anticipo sullo stesso provvedimento in programma al livello europeo. La misura sembra essere stata introdotta più tempestivamente in Italia per tutelare la moda italiana dalla concorrenza del fast fashion cinese. Il problema è che se i soldi non ci stanno, per quanto gli italiani potrebbero preferire i design italiano, è ovvio che invece comprano il prodotto più economico che riescono a trovare.

Riporto i seguenti dati da un articolo su TGCOMLAB del 14 gennaio 2026, riguardo alle disuguaglianze economiche in Italia, di cui do il link:

 https://www.tgcom24.mediaset.it/tgcomlab/trend/disuguaglianza-record-10-popolazione-75-ricchezza_107888792-202602k.shtml

Il caso Italia:

disuguaglianza moderata ma in crescita.

In Italia, la disuguaglianza rimane moderata rispetto agli standard globali, ma è aumentata nell'ultimo decennio. Il 10% dei percettori più ricchi riceve circa il 32% del reddito totale, mentre il 50% più povero cattura circa il 21%. La disuguaglianza di ricchezza è sostanzialmente più alta: il 10% più ricco detiene circa il 56% della ricchezza totale e il top 1% oltre il 22%.


Un decimo della popolazione italiana, che sono i più ricchi, possiede più della metà della ricchezza globale, e la metà più povera della popolazione italiana riceve solo poco più di un quinto del reddito totale. 

Per me è chiaro che con questa distribuzione del reddito e della ricchezza, i mercati non possono contrastare l'invasione di merci a basso costo.

Io non credo che i cinesi siano i buoni che permettono a tutti l'accesso ai beni di consumo. 

Non lo credo se solo penso all'invasione cinese del Tibet nel 1950, fatta anche questa per motivi di sicurezza nazionale, e del genocidio dimenticato dei tibetani operato dai cinesi, e tutt'ora in corso in questa regione del mondo.

https://www.italiatibet.org/tutto-sul-tibet/

Io non credo che i cinesi siano i buoni se penso alle condizioni della minoranza degli Uiguri in Cina.

https://it.gariwo.net/educazione/approfondimenti/uiguri-22897.html#:~:text=Uiguri%20%2D%20pi%C3%B9%20di%20un%20milione,culturale%20della%20minoranza%20islamica%20%5Bapprofondimento%5D

Io non credo che i cinesi siano i buoni perché ancora conservo la memoria storica dei carri armati contro i civili inermi a piazza Tienanmen nel 1989.

Io però penso che le risposte che si stanno dando alla conquista dei mercati da parte del gigante cinese non siano per niente le risposte giuste. 

A me pare il solito scontro tra giganti per il possesso delle risorse.

Io penso che bisogna promuovere un'organizzazione economica che permetta una più equa distribuzione delle ricchezze e dei redditi. 

Io penso anche che bisogna promuovere una pace basata sull'affermazione della civiltà giuridica. Ma sostengo anche che perché questo sia possibile, la civiltà giuridica deve essere basata sulla parità di diritti e di dignità di ciascun individuo inteso come persona umana.

Così riguardo alla Groenlandia, a me non sembra che il problema sia di contrastare i "cattivi Stati Uniti d'America", al pari di come il problema non è di contrastare "i cattivi cinesi", quanto piuttosto di lottare per un mondo in cui la pace regni attraverso la civiltà giuridica. E questo è un principio fondante della stessa nazione americana.

Un'America che si muova secondo i propri principi fondanti, promuovendo la civiltà giuridica, sarà un'America di nuovo grande.

Maurizio Proietti iopropars

Melting Mountain from above
dipinto digitale di
Maurizio Proietti iopropars







venerdì 9 gennaio 2026

Cara Befana

Un passaggio sul carro


Cara Befana

Qui mi trovo bene e penso di restare ancora un poco, però che vi posso dire? Tanto per condividere quello che mi è successo, ho deciso di restare perché l' altro giorno ho chiesto alla Befana se mi dava un passaggio fino a Roma, e lei tutta acida mi fa "Dovete iniziare a pensare che la Befana non trasporta nessuno, perché se mi ferma la polizia stradale non ho l' assicurazione per i passeggeri e mi fanno una multa che non vi potete immaginare e la devo pagare io". 

Cioè, quello che voglio dire è che senz'altro aveva ragione, e che però quando io ero piccolo la Befana era gentile e mi avrebbe detto le stesse cose con un certo garbo. 

Quello che penso è che se adesso non c'è più la Befana ma solo donne che sanno volare, troppe di queste donne che volano, dimenticano che volare implica certe maniere, come si dice "noblesse oblige". 

A me sembra che una buona parte di quella che mentre cercava di emanciparsi da una condizione marginale, era stata decantata e definita "l' altra metà del cielo", è ora invece adulata e si auto-esalta, e si rende funzionale solo alla logica vincente del profitto. 

Così che a questa metà del cielo, troppe volte sfugge che ciò che fa precipitare chiunque da qualsiasi altezza, è sempre l' arroganza, perché ognuno di noi ha le sue radici nella madre terra. Quello che dice la canzone vale per tutti: "...se non sono gigli, son pur sempre figli, vittime di questo mondo". 

Così che se parliamo di emancipazione, la parità nell' arroganza non libera nessuno, e viviamo in un momento storico in cui ognuno di noi, uomini e donne, più che a volare, dovrebbe aspirare piuttosto ad essere più umano.

Maurizio Proietti iopropars




 

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martedì 6 gennaio 2026

Caro vecchio Manzoni

Manzoni Mountain


Vecchio caro Manzoni

Se dico "caro vecchio Manzoni" non sono ironico, perché è come se per me Manzoni fosse diventato vecchio, mentre io mi sono andato affezionando a lui come non lo ero da ragazzo. Perché lui, quando io ero ragazzo, apparteneva al mondo degli adulti, forse anche suo malgrado. Sì, forse suo malgrado, perché essendo morto ormai da molti anni, non poteva più parlare per sé stesso, e io lo criticavo duramente, senza capire che in fondo lo amavo, perché se si parla di romanzo storico, di un romanzo capace di porre in relazione le vicende personali di alcuni individui con il loro contesto sociale, veramente grande è stata la sua opera per gli abitanti della penisola italiana con le isole comprese; grande per questo coacervato culturale a cui si poteva e si può dare il nome di italiani.

Mi ricordo che un po' troppo artefatta mi appariva la figura di Lucia. Mi sembrava che lo scrittore fosse carente nell'introspezione di questo personaggio. Lui così attento alle dinamiche sociali, mi sembrava carente nel descrivere le dinamiche intrapsichiche, così che i suoi personaggi mi sembravano poco vitali e poco reali; mi apparivano personaggi che non riuscivano a diventare persone umane. I suoi personaggi erano "caratteri" e a me occorreva altro; a me serviva scavare nel profondo; a me che mi sentivo sepolto nelle macerie di una vita sociale popolata da ruoli che non erano persone, magari maschere della commedia dell'arte. E io volevo altro.

Io ero alla ricerca dell'autenticità dell'essere.

Così ne "I Promessi Sposi" c'era questa Lucia, forse per me una bambina mai nata, povera Lucia, io che mi sono trovato a pensare che in una pretesa civiltà giuridica sono comunque una vittima di abusi a cui non posso sottrarmi, e che questa stessa circostanza pure mi separa da un relazione d'amore con una donna, a cui non potrei offrire protezione contro i prepotenti. Il problema forse non è che c'è don Rodrigo. Il problema è che le anime di don Rodrigo e di don Abbondio popolano questo paese, convivendo nelle persone di troppi italiani, troppi da essere così tanti che molto spesso non si vedono altri che loro.

Penso che quei promessi sposi di Manzoni, qualora essendo nati in questo disgraziato paese, fossero riusciti anche a sopravvivere, non sarebbero mai riusciti sposarsi. Secondo me quella storia per essere credibile non poteva avere un lieto fine.

Più in generale, se metto in relazione i rapporti personali con le dinamiche sociali, penso che se pure possa capitare, debba essere raro che una donna italiana, ma forse non solo italiana, accetti di sposare un perdente. Tutt'al più la donzella si vivrebbe una storia con lui, ovvero ci andrebbe a letto per un certo periodo di tempo, prima di mollarlo con un pretesto qualsiasi. Se accettasse di sposarlo sarebbe una soluzione di ripiego: questo mi viene da pensare. Come dire che vedo la figura di Lucia alla stregua di un personaggio mitologico, come nella mitologia germanica ci sono le Valchirie.

Più ancora di questo però, non è tanto il fatto di essere un perdente, quanto piuttosto il fatto di rifiutare le convenzioni sociali, a far sì che un uomo non possa essere considerato un buon partito. Perché se uno rifiuta le convenzioni sociali, questo fa di lui un disadattato. 

Vogliamo dire che i bambini buoni finiscono in castigo più di quelli cattivi? Sarebbe questa una verità socialmente difficile da ammettere. Così che se ad esempio "I Promessi Sposi" fosse stato maggiormente descrittivo di una crudeltà sociale quale, sempre per esempio, a mio avviso, Victor Ugo è stato maggiormente capace di descrivere, se in altre parole fosse stato un prodotto meno "laccato", come a me appariva da ragazzo, non avrebbe potuto vedere la luce, ma io penso che la storia non sarebbe potuta nemmeno essere pensata. Perché mi rimane difficile credere che ciò che non può essere comunicato ad alcuno possa persino essere pensato, e da qui è il pericolo sociale che un disadattato sempre rappresenta.

Un disadattato è un pericolo sociale perché mette in discussione le verità convenzionali, che spesso coprono le verità sociali.

Il disadattato è un po' come un brigante, e penso che sia questo a generare il fascino del brigante romantico, che viene circondato da un'aura di schiettezza e liberazione. Ma il brigante reale non è un disadattato, perché è uno che si adatta comunque ad essere un brigante, ed è costretto dalle convenzioni a comportarsi da brigante. Mentre il disadattato sta al di fuori della società, pur essendo in essa presente, e semina nei solchi il suo seme degenere, nella speranza che possa da esso germogliare un cambiamento.

Per questo motivo viene raccomandato spesso, di spianare bene il suolo, per non lasciarvi solchi o fessure, dove la terra possa entrare e si possa accumulare, e diventare terreno fecondo per una semenza eterodossa.

Maurizio Proietti iopropars

Questo è il link alla poesia Cuore Errante, che precede questo post: 

https://iopropars.blogspot.com/2025/12/cuore-errante-poesia-di-maurizio.html

Cuore errante
dipinto digitale di
Maurizio Proietti iopropars


 
 

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mercoledì 31 dicembre 2025

Capodanno artistico 2026


 Meno fuochi artificiali

e più terra naturale




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sabato 27 dicembre 2025

Cuore errante (poesia di Maurizio Proietti iopropars)

Cuore errante
dipinto digitale di 
Maurizio Proietti iopropars

Cuore errante

Vivere ora

Il nostro amore ribelle,

Incontrarci ed intenderci

Senza esitazione,

Amarci ora

Eppure più non ti cerco,

Ho smesso di sognare

E per questo sei svanita,

E io sono in cammino,

Ma non ci sono più

Confini da varcare,

Per questo la mia meta

Non è più su questa terra,

Io senza patria, altra,

Se non il mio sentiero.

Maurizio Proietti iopropars



 

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sabato 20 dicembre 2025

Sorgerà il sole (poesia di Maurizio Proietti iopropars)

Aspettare quel giorno
dipinto digitale di 
Maurizio Proietti iopropars

Sorgerà il sole

Aspettare,

Aspettare,

Aspettare quel giorno,

In cui radunati

Saranno i fratelli,

Che come scintille isolate

Dispersi sono nel buio.

Così che la luce quel giorno,

Per tutti loro

Tornerà a splendere,

Quella di ognuno per l'altro,

Insieme saranno una stella.

Maurizio Proietti iopropars



 

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sabato 13 dicembre 2025

Eldorado (due poesie di Maurizio Proietti iopropars)

Eldorado
dipinto digitale di
Maurizio Proietti iopropars


Eldorado

Eldorado,

La terra dell'oro,

Avrebbe senso raggiungerla

Se da essa con l'oro

Si potesse tornare.

Io però non vorrei,

Se potessi fuggire, 

Fare ritorno in questo deserto 

Che tanto mi stanca,

Poiché sono stanco

Dei vostri meriti,

Sono stanco del vostro valore,

Mi stanca la vostra eccellenza,

Non mi interessa l'oro che brilla,

Quella cosa per cui 

Tra voi potrei essere grande,

Ma io nella vostra sapienza

Non mi riconosco.

Ho bisogno di acqua e di cibo,

Ma più di ogni cosa

Ho bisogno di amore.

Maurizio Proietti iopropars



Dreaming
dipinto digitale di 
Maurizio Proietti iopropars

La regina di Saba

La Regina

Di Saba, al giorno d'oggi

Non visita più Salomone

Per conoscere la sua Sapienza,

Ma solo desidera mostrare

Di essere di lui più sapiente.

Sembra che sfugga alla donna regina,

Che al cospetto

Della Sapienza ad essere ammessa

È solo l'Umiltà.

Maurizio Proietti iopropars





 

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Quale America fare di nuovo grande.

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