Privacy Policy Cookie Policy +
Si può esprimere ciò che si prova, e condividerlo, sia dandone una semplice descrizione, sia attraverso forme artistiche che portino gli altri ad esperirlo in modo più diretto. Ora, certamente non è detto che si debba esprimere e condividere solo disagio. Tuttavia di condividere i propri disagi, a me sembra che talvolta vi sia maggiore necessità; forse perché le situazioni di disagio richiedono una risposta, e ci sembra bene elaborarne una collettiva.
giovedì 30 aprile 2026
sabato 11 aprile 2026
Tempi di guerra
In tal modo, quanto può essere lucido tracciare questa linea di confine che divida i malati dai sani di mente?
Io affermo anche, che ci sono stati personaggi nel passato, dotati di personalità ben sviluppate, profondi intellettuali, che però si sono trovati a dover lottare con nuclei problematici della propria personalità, oltre che a scontrarsi con la realtà sociale in cui vivevano, e di fronte alla quale si trovavano a disagio, non perché quelle fossero società sane e loro fossero malati, ma perché cercavano di migliorare quei contesti sociali di cui facevano parte, e in cui scorgevano aspetti che non andavano.
Sono personaggi che comunque hanno contribuito al progresso civile.
Uno questi grandi del passato, di cui si racconta che sia morto pazzo, ha poderosamente affermato:
"L' uomo è un ponte, un cavo teso al di sopra di un abisso, un periglioso essere in cammino, un periglioso guardarsi indietro e fermarsi. La grandezza dell' uomo sta nell' essere un ponte e non uno scopo."
È un periglioso essere in cammino il progresso degli esseri umani verso condizioni di maggiore civiltà. E nessuna società in nessuna epoca, ha il diritto di affermare di sé stessa di aver raggiunto l' apice dello sviluppo civile. Nessuna dunque ha il diritto di considerarsi una società di sani, e pertanto stabilire una linea di demarcazione che divida, il grande popolo dei sani, dai malati di mente (Salvo poi a voler essere "inclusiva" riguardo a questi "diversamente abili", bollati a vita dunque come diversi da tenere anche sotto controllo, ma con rispetto parlando figuriamoci, perché "siamo o non siamo politicamente corretti"?)
La guerra non è opera dei pazzi. Purtroppo, la guerra non è opera dei pazzi e viene sempre, ancora oggi come nel passato, come prolungamento della politica, dove entrano in conflitto, prima che le ideologie, sempre gli interessi.
Però bisogna cercare di evitare di usare la guerra come mezzo di risoluzione dei conflitti tra le nazioni, se si vuole portare il mondo, verso più elevati gradi di sviluppo civile.
Per cui questo bisogna dire, non che è pazzo chi fa la guerra, ma che al contrario è una necessità etica, se vogliamo un dovere morale, portare il mondo verso traguardi più elevati di sviluppo civile.
Maurizio Proietti iopropars
lunedì 6 aprile 2026
Il significato della Pasqua cristiana
Privacy Policy Cookie Policy +
La Chiave che Apre (tre poesie di Maurizio Proietti iopropars)
Comprendere i fiori dipinto digitale di Maurizio Proietti iopropars Tre poesie sul compredere Ci si può chiedere se abbia senso scrivere poe...
-
Contenitore e Contenuto dipinto digitale di Maurizio Proietti iopropars Un Simpatico Paradosso Per avere l'illusione Di poter parlare a...
-
Ci trascende dipinto digitale di Maurizio Proietti iopropars Essa ci trascende Per coloro che dalla loro Parte hanno la legge, Ma non il dir...
-
Melting Cat dipinto digitale di Maurizio Proietti iopropars Quale America fare di nuovo grande. Io non penso, come alcuni che hanno commenta...
.jpg)
(1).png)


