giovedì 30 aprile 2026

La Chiave che Apre (tre poesie di Maurizio Proietti iopropars)

Comprendere i fiori
dipinto digitale di
Maurizio Proietti iopropars


Tre poesie sul compredere

Ci si può chiedere se abbia senso scrivere poesie sul "comprendere" e sul "senso del comprendere"; chiederci se ha senso, su questo argomento scrivere poesie, che sono espressione di sentimenti, invece. Può sembrare paradossale, ma non lo è nel caso in cui il "comprendere", sia esso stesso oggetto del nostro sentimento, come i sentimenti possono essere oggetto del comprendere.

È una valorizzazione del sentire.

Allora inizio a stabilire un punto, che è un punto su cui sono solito fare pressione, un punto su cui sono solito spingere.

Il punto è che la cultura dovrebbe essere riguardata innanzitutto come veicolo di civiltà, piuttosto che come strumento di avanzamento sociale. La cultura va considerata innanzitutto come formazione umana, prima che come preparazione professionale.

Allora in questa diversa prospettiva sociale, ha origine anche una diversa concezione del "comprendere".

Arriviamo allora a una concezione del "comprendere" che sia un atteggiamento nei confronti del mondo.

La prima poesia che vi propongo si intitola "Solo se ami".


Solo se ami


Solo se ami
Puoi capire cosa è l'amore,
Come solo chi ama
Impara ad amare.
Qual è dunque l'atto del comprendere
Se non quello di assumere in noi stessi
L'oggetto della nostra comprensione.
Avere in noi stessi,
È questo che significa capire.

Maurizio Proietti iopropars
 
La seconda poesia che vi propongo, riguarda il fondamento della conoscenza. Argomento questo che è stato oggetto di innumerevoli speculazioni filosofiche, ma anche perché è di fondamentale importanza nella nostra vita, e dunque per questo, indubbiamente, veicola in noi dei sentimenti. 
Pensiamo anche solo, che solo in base a un fondamento riconosciuto della conoscenza, sulla conoscenza si può giungere a un accordo. 
Arriviamo allora a dare una risposta al problema nell'ottica di un approccio esistenzialista alla filosofia.
If time (were left to share)
dipinto digitale di
Maurizio Proietti iopropars

La chiave che apre
Quale sarebbe il senso
Del conoscere, se la conoscenza
Non rispondesse a una richiesta,
Cioè se non nascesse da un bisogno?
Ma se la conoscenza
Viene a soddisfare
Una ricerca e dunque è ciò
Che risponde ad un bisogno,
Abbiamo anche il criterio,
Il modo per potere valutare,
In noi la nostra conoscenza.

Maurizio Proietti iopropars

Con la diffusione dello Yoga in occidente e anche in Italia, la terza di queste tre poesie, è un po' una reazione al modo in cui in molti in Italia considerano le discipline spirituali.


Una via verso il cielo
dipinto digitale di
Maurizio Proietti iopropars

Posizioni comode (Asanas)

Cosa vuol dire essere arrivati
Quando è spirituale
Il percorso di cui parliamo?
Arrivare significa capire
Che la nostra meta è nel percorso.
Siamo arrivati quando ci è chiaro
Che la persecuzione della meta
È già il nostro punto di arrivo.
Quando si sarà arrivati
A questo punto,
Allora si sarà trovata 
Una posizione comoda.

Maurizio Proietti iopropars



 

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sabato 11 aprile 2026

Tempi di guerra

Tempi di Guerra
dipinto digitale di
Maurizio Proietti iopropars


Tempi di Guerra

Alcuni giorni fa, ho ascoltato degli interventi di alcuni personaggi politici, anche con ruoli di primo piano, in cui affermavano pubblicamente, riguardo al presidente americano Donald Trump, che è pazzo. 

Io sono in completo dissenso riguardo alla politica di questo presidente americano, però sono anche fermamente convinto che la politica non si faccia con attacchi personali, ma con argomentazioni politiche. Di più, sono anche fermamente convinto, che oltre alle critiche per le politiche che disapproviamo, sia importante costruire le alternative.

In questo mio intervento, tuttavia, non voglio tanto parlare della politica estera degli Stati Uniti d'America, quanto piuttosto del ritorno in Italia, dello stereotipo culturale del pericolo rappresentato dai pazzi. 

Questo stereotipo conduce al pregiudizio sociale verso le persone affette in vario grado da disturbi psichici. E questi pregiudizi, acquistando la dimensione di ideologie sociali, possono condurre all'approvazione di leggi che, pure se dichiaratamente sono animate dalle migliori intenzioni, pongono di nuovo come centrale, negli interventi riguardo alle cosiddette "malattie mentali", la funzione di arginare la pericolosità dei soggetti affetti da disturbi psichici. 

Non è semplicemente una considerazione teorica, perché, senza volere entrare nel merito, un disegno di legge sulla riforma dalla psichiatria è in esame al senato, e a detta di alcuni psichiatri che hanno in passato collaborato con Franco Basaglia, questo disegno di legge è pesantemente orientato nel senso che ho detto.

Vorrei allora porvi alcune domande.

Davvero pensiamo che esista una linea di demarcazione netta, che divide i sani dai malati di mente? 

Io dico che invece vi è un territorio all'interno del quale ci si può muovere in un senso o in un altro, e muovendosi nella direzione sbagliata, si può giungere in zone dove, ad esempio, si travisano completamente le circostanze del mondo che ci circonda e nel quale noi viviamo. Si dice allora di una persona che sta in quella condizione, che è pazzo. 

Ma chi di noi è così lucido da non operare mai travisamenti? O chi di noi è così stabile, da non poter cadere mai, in nessuna circostanza, in depressione? Da non potere ovvero, cadere mai in una condizione in cui rimane sommerso dalla propria sofferenza, così da perdere le proprie capacità reattive?

In tal modo, quanto può essere lucido tracciare questa linea di confine che divida i malati dai sani di mente? 

Io affermo anche, che ci sono stati personaggi nel passato, dotati di personalità ben sviluppate, profondi intellettuali, che però si sono trovati a dover lottare con nuclei problematici della propria personalità, oltre che a scontrarsi con la realtà sociale in cui vivevano, e di fronte alla quale si trovavano a disagio, non perché quelle fossero società sane e loro fossero malati, ma perché cercavano di migliorare quei contesti sociali di cui facevano parte, e in cui scorgevano aspetti che non andavano.

Sono personaggi che comunque hanno contribuito al progresso civile.

Uno questi grandi del passato, di cui si racconta che sia morto pazzo, ha poderosamente affermato:

"L' uomo è un ponte, un cavo teso al di sopra di un abisso, un periglioso essere in cammino, un periglioso guardarsi indietro e fermarsi. La grandezza dell' uomo sta nell' essere un ponte e non uno scopo." 

È un periglioso essere in cammino il progresso degli esseri umani verso condizioni di maggiore civiltà. E nessuna società in nessuna epoca, ha il diritto di affermare di sé stessa di aver raggiunto l' apice dello sviluppo civile. Nessuna dunque ha il diritto di considerarsi una società di sani, e pertanto stabilire una linea di demarcazione che divida, il grande popolo dei sani, dai malati di mente (Salvo poi a voler essere "inclusiva" riguardo a questi "diversamente abili", bollati a vita dunque come diversi da tenere anche sotto controllo, ma con rispetto parlando figuriamoci, perché "siamo o non siamo politicamente corretti"?)

La guerra non è opera dei pazzi. Purtroppo, la guerra non è opera dei pazzi e viene sempre, ancora oggi come nel passato, come prolungamento della politica, dove entrano in conflitto, prima che le ideologie, sempre gli interessi. 

Però bisogna cercare di evitare di usare la  guerra come mezzo di risoluzione dei conflitti tra le nazioni, se si vuole portare il mondo, verso più elevati gradi di sviluppo civile.

Per cui questo bisogna dire, non che è pazzo chi fa la guerra, ma che al contrario è una necessità etica, se vogliamo un dovere morale, portare il mondo verso traguardi più elevati di sviluppo civile.

Maurizio Proietti iopropars





 

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lunedì 6 aprile 2026

Il significato della Pasqua cristiana

Balla Pasqua
dipinto digitale di 
Maurizio Proietti iopropars

Il significato della Pasqua cristiana

Scrivo questo articolo sul mio blog, non con l' intento di convincere ma semplicemente di spiegare; dunque non in senso apologetico ma esegetico.

L'ispirazione a scrivere l'articolo mi viene in seguito alla mia opera creativa in cui ho usato la simbologia pasquale, unito al fatto di aver notato, navigando in rete, che nella festività pasquale, attualmente, si sovrappongono contenuti di vario tipo.

Spiego cosa intendo dire quando parlo della sovrapposizione di contenuti che a mio avviso emerge nella simbologie adottate nei messaggi di auguri. Io penso che se il cristianesimo, nei primi secoli della sua diffusione, abbia prodotto un sincretismo simbolico quando ha sostituito le proprie festività alle festività dei popoli pagani cristianizzati, al giorno d'oggi si stia praticando un percorso inverso, introducendo contenuti non propriamente cristiani in quelle che sono comunque delle feste nazionali, delle feste per tutti.

Io non sono affatto contrario al fatto che chiunque possa associare contenuti suoi propri a una festività che è comunque una festività anche per lui anche se lui non è cristiano. Voglio solo fare chiarezza sul significato della festa cristiana e sulle simbologie ad essa legate.

Il primo elemento che, nel paragonarlo ad altre forme espressive, ha suscitato in me l'esigenza di spiegare, è stato il dipinto digitale che apre questo post. In questo dipinto ho operato una sintesi simbolica, partendo proprio dal sincretismo simbolico presente nella Pasqua cattolica. L'uovo come simbolo della rinascita nella tradizione celtica, e in questo senso introdotto nella tradizionale festa cristiana, prende nel mio dipinto le forme dell' emoji che sorride ed abbraccia mentre esce dal sepolcro. 

Con questo dipinto digitale ho prodotto un video che ho pubblicato su YouTube, corredando il dipinto con un breve brano musicale che io stesso ho composto per esprimere festa. Questo è lo short:


Un'altra mia opera sulla simbologia pasquale, è una storiella che ho riportata in un altro mio video, in cui scherzo sulle tradizioni e sulla presenza dei coniglietti che ha preso sempre più piede nella simbologia pasquale. Per illustrare questa storia mi sono servito dell'intelligenza artificiale, e ho usato una variante da cantastorie della musica che ho utilizzato nell'altro video. Questo è il video:


Va da sé che i coniglietti infondono tenerezza. E veniamo appunto alla Pasqua cristiana.

Si può affermare che la resurrezione del Cristo, anziché affermare una semplice rinascita, rappresenta la vittoria dell'amore sulla morte.

La Pasqua cristiana si ricollega tuttavia alla Pasqua ebraica, che celebra la liberazione del popolo di Israele dalla schiavitù in Egitto. Io affermo che questo deve essere dunque anche il significato primario della Pasqua cristiana. 

Pasqua più che "rinascita" deve significare "liberazione". La figura del Cristo, nella narrazione evangelica, non solo risorge dalla morte, ma libera dal peccato. La risurrezione del Cristo stabilisce la vittoria non solo sulla morte ma sul peccato. Il peccato è ciò che priva della sua libertà l'essere umano, e anche lo conduce alla morte. E la vittoria sul peccato è ottenuta tramite l'amore.

La difficoltà nell'amore risiede appunto nella possibilità di ricevere, in ricambio di amore, invece che amore, odio.

Il significato della Pasqua cristiana è dunque questo, ricorda che il peccato conduce alla morte, e afferma che l'amore libera dal peccato e vince sulla morte. 

Maurizio Proietti iopropars






 

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La Chiave che Apre (tre poesie di Maurizio Proietti iopropars)

Comprendere i fiori dipinto digitale di Maurizio Proietti iopropars Tre poesie sul compredere Ci si può chiedere se abbia senso scrivere poe...