"Si tinge di colori strani" Dipinto digitale di Maurizio Proietti iopropars
Si tinge di colori strani (a Dino Campana)
Sentirsi soli, circondati Da un contesto sociale ostile, Con gente che pretende Che sia una società inclusiva, Questa società inclusiva Solo quando alla fine accetti Di sottometterti e chinar la testa: Di sentirti inadeguato Per aver scelto la tua strada, Questa società inclusiva Che ti costringe a dare conto Delle tue proprie scelte, Questa società inclusiva Che decide che non sei sano Quando sei fuori dagli schemi dati. In questa società inclusiva Si tinge il cielo di colori strani.
Maurizio Proietti iopropars
Riporto di seguito una poesia di Dino Campana
"Nel manicomio di Castel Pulci"
Ero buono per la chimica, per la chimica pura. Ma preferii fare il vagabondo. Vidi l’amore di mia madre nelle bufere del pianeta. Vidi occhi senza corpo, occhi sospesi orbitando sul mio letto. Dicevano che non stavo bene di testa. Presi treni e barche, percorsi la terra dei giusti di buon mattino e con la gente più umile: gitani e mercanti. Mi svegliavo presto o non dormivo. Nell’ora in cui la nebbia non era ancora svanita e i fantasmi a guardia del sonno comunicano inutilmente. Sentivo gli avvisi e gli allarmi ma non ho saputo decifrarli.
Non erano diretti a me bensì a quelli che dormivano, però non ho saputo decifrarli. Parole inintelligibili, grugniti, gridi di dolore, lingue straniere sentivo ovunque andassi. Esercitai i mestieri più umili. Percorsi l’Argentina e tutta l’Europa nell’ora in cui tutti dormono e appaiono i fantasmi a guardia del sonno. Ma proteggevano il sonno degli altri e non ho saputo decifrare i loro urgenti messaggi. Frammenti, forse sì, e per questo visitai i manicomi e le prigioni. Frammenti, sillabe brucianti. Non credevo alla posterità, benché talvolta credevo alla Chimera. Ero buono per la chimica, per la chimica pura.
Dino Campana
Democrazia e società inclusiva
Io dico che dalla poesia di Dino Campana che ho riportato, emerge che lui avesse un' idea diversa del suo internamento in manicomio, da quella che viene generalmente accreditata, anche in film di successo. Io sostegno che finché si cercherà di interpretare il disturbo psichico secondo il modello medico, ovvero di spiegarlo come un aspetto disfunzionale della personalità degli individui, la psichiatria sarà sempre a rischio di cadere in meccanismi con funzione di controllo sociale, anziché svolgere il suo compito di alleviare forme di sofferenza. Io sostegno, che per quanto aspetti disfunzionali nella personalità di ognuno di noi ci possono sempre indubbiamente essere, il disturbo psichico va sempre interpretato nella relazione con il contesto sociale, che anch'esso di aspetti disfunzionali può sempre indubbiamente averne. E se alcuni individui non si adattano a certi schemi sociali precostituiti, andrebbe evitato di applicare nei loro confronti misure restrittive, con lo scopo dichiarato di aiutarli, ma senza curarsi essenzialmente di chi sono e cosa fanno, del perché ciò che va bene per tanti altri per loro non va bene. Sarebbe inclusiva una società in cui l' individuo non fosse annichilito dalla maggioranza; in cui potesse trovare il modo di essere ascoltato; in cui il suo malessere potesse essere per tutti stimolo al miglioramento. In questa nostra società è riconosciuto il diritto di parola, ma è una società incapace di dare ascolto, e a chi ad essa non si adatta, non perché non sia capace di adattarsi, ma perché non accetta di lasciarsi plasmare in un'identità in cui lui non si riconosce, può capitare di sentirsi smarrito, e vanificato nelle sue proprie azioni. Ma allora l' aiuto consisterebbe nel facilitarlo nel recuperare le sue capacità reattive. Il punto è che già sarebbe democratica, una società che non presupponesse di essere perfetta; sarebbe già democratica una società che ammettesse, che il torto nell' incapacità di alcuni ad adeguarsi ad essa, potesse essere anche il proprio. Io dico che in una società democratica si aprirebbero nuove prospettive alla cura dei disturbi psichici.
Maurizio Proietti iopropars
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