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Un passaggio sul carroCara Befana |
Qui mi trovo bene e penso di restare ancora un poco, però che vi posso dire? Tanto per condividere quello che mi è successo, ho deciso di restare perché l' altro giorno ho chiesto alla Befana se mi dava un passaggio fino a Roma, e lei tutta acida mi fa "Dovete iniziare a pensare che la Befana non trasporta nessuno, perché se mi ferma la polizia stradale non ho l' assicurazione per i passeggeri e mi fanno una multa che non vi potete immaginare e la devo pagare io".
Cioè, quello che voglio dire è che senz'altro aveva ragione, e che però quando io ero piccolo la Befana era gentile e mi avrebbe detto le stesse cose con un certo garbo.
Quello che penso è che se adesso non c'è più la Befana ma solo donne che sanno volare, troppe di queste donne che volano, dimenticano che volare implica certe maniere, come si dice "noblesse oblige".
A me sembra che una buona parte di quella che mentre cercava di emanciparsi da una condizione marginale, era stata decantata e definita "l' altra metà del cielo", è ora invece adulata e si auto-esalta, e si rende funzionale solo alla logica vincente del profitto.
Così che a questa metà del cielo, troppe volte sfugge che ciò che fa precipitare chiunque da qualsiasi altezza, è sempre l' arroganza, perché ognuno di noi ha le sue radici nella madre terra. Quello che dice la canzone vale per tutti: "...se non sono gigli, son pur sempre figli, vittime di questo mondo".
Così che se parliamo di emancipazione, la parità nell' arroganza non libera nessuno, e viviamo in un momento storico in cui ognuno di noi, uomini e donne, più che a volare, dovrebbe aspirare piuttosto ad essere più umano.
Maurizio Proietti iopropars


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